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Ciao a tutti gli innamorati e le innamorate di libri e storie!

Siccome è un amore che condividiamo, in questo giorno all’insegna dell’ammmore vi faccio un regalo. Si chiama Cuore Trafitto, ed è un ebook che si può scaricare gratuitamente dal sito LaTelaNera.com, cliccando su questo link.

L’ho curato personalmente: è la raccolta delle migliori otto storie uscite dall’edizione di gennaio di 666 Passi nel Delirio, il concorso di narrativa ultra-breve di cui sono moderatore per il forum della Tela Nera. Devo dire che sono storie davvero carine e molto variegate, sfido qualunque palato a non trovarne nemmeno una di suo gradimento.

Avrei voluto contribuire anch’io con una storiella, ma il tempo a mia disposizione è pochissimo e non volevo sottrarre spazio agli autori (di solito le storie selezionate sono solo 6, ma in questa edizione ne sono state scelte 8 perché ce n’erano troppe davvero carine). Segnalo una strana coincidenza: degli 8 autori selezionati, ben 3 (più io) facevano parte della rosa dei finalisti dell’importante concorso Chrysalide di Mondadori, convocati a Lucca Comics & Games 2013 per incrociare le dita in attesa del verdetto della scuderia degli autori Mondadori ragazzi.

C’era Serena Bertogliatti, finalista della sezione Racconti realistici (con la quale ho avuto un interessante scambio di opinioni);
C’era Federica Soprani, l’unica scrittrice finalista di Chrysalide in ben due sezioni diverse (Urban fantasy e Paranormal Romance) e campionessa della VI edizione del mio contest; una scoperta sia come scrittrice che come persona.
E infine c’era Alessandro Renna, compagno di penna e frequentatore fisso del forum, nonché vincitore assoluto di Chrysalide Mondadori e selezionato come me nella categoria Fantascienza.

La copertina dell’ebook gratis con i cinque vincitori di Chrysalide. Però la copertina di Cuore trafitto mi piace di più!

Tra l’altro, questa esperienza mi ha permesso di conoscere di persona Barbara Baraldi, una delle scrittrici urban fantasy di maggior successo in Italia. Purtroppo, e me ne vergogno, non ho ancora letto nulla di suo; appena terminerò la clausura mentale di medioevo, colmerò anche questa lacuna.

Un saluto a tutti!

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BUON 2014 A TUTTI!

Prima di tutto un annuncio: alcuni nobili amici e benefattori mi hanno fatto dono per il mio compleanno di un feudo in Scozia, con il titolo a esso connesso di Laird, che nel resto del mondo è legalmente tradotto con Lord.

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Pertanto, è con sommo piacere che annuncio la mia nomina a voi del popolo, in questo fausto giorno di gaudio (come diceva il prete di Balle Spaziali); va da sé che mi aspetto che tutti voi utilizziate il mio titolo quando vi rivolgerete a me, da oggi in poi, per verbo e per missiva. Sto altresì informandomi circa la possibilità di creare cavalieri, e non escludo una cerimonia di investitura per i miei più fidi scherani e sergenti, la prossima Pentecoste.

Ma non è questa l’unica novità che sono ad annunciarvi. Intanto, la mia operazione alla spalla è ormai compiuta: il mio braccio destro penzola inutilizzabile e in questo momento sto dettando queste parole a un programma speech to text che le converte in righe di scrittura, mentre muovo il mouse con la mano sinistra. A questo si aggiunge un raffreddore colossale e una generale mancanza di forze: per un po’ sarò poco recettivo a qualunque proposta che mi spinga fuori di casa. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare quanti mi hanno fatto visita negli ultimi giorni: Dario Giubileo, Gea Beltrame (che il programma speech to text aveva convertito in bugia del tram), Marco Lomonaco, Ivan Danesi, Marco Redaelli, Federica Berlanda, Nicola Gelmi, Christoph Cirillo, Flaminia Mocanu, Lisa e Francesco Gambarini e naturalmente Clara Beltrame. Un ringraziamento anche ai moltissimi amici che mi hanno scritto, messaggiato e recapitato in vari modi i loro auguri e saluti: grazie a voi questa dolorosa convalescenza è stata un po’ meno dura.

E ora veniamo al vero motivo di questo post. Chiunque in Italia bazzichi nell’ambiente della narrativa fantastica, presto o tardi avrà sentito parlare di due personaggi sospesi tra realtà e mito.

I due blog sono diversi sia per grafica che per impostazione, ma coloro che li gestiscono sono sodali fra loro. Personalmente, io sprono qualunque amante della lettura e qualunque aspirante scrittore a sfogliare questi due blog, lasciandosi guidare dall’ispirazione e dagli argomenti trattati nei post. Credo che chiunque troverà qualcosa di proprio interesse. Si parla di libri, naturalmente, di TUTTI i libri. E li si tratta molto, MOLTO MALE. Anche i vostri preferiti. Anche quelli che considerate più sacri di Nanto e più divini di Hokuto. Ma non lo si fa a caso, attenzione: c’è molto criterio nel procedimento. Un criterio spietato, chirurgico e brutale, senza dubbio; non privo di una certa nota di sadismo, non potrei escluderlo. Ma…


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…so già che qualcuno mi odierà per quanto sto per dire…
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…Ma sticazzi. Questi qui (e i loro collaboratori) sanno ciò che dicono. Se avete scritto un libro e quel libro ha qualche punto debole, loro lo beccano a occhi chiusi. Non fate affidamento su motivazioni “d’autore” o licenze stilistiche: se capitate sotto le loro mani non verrete perdonati per nessuna forma di incoerenza, inverosimiglianza e ridondanza a nessun livello, mai. Sono dei segugi. Hanno un loro metodo per giudicare i libri, un metodo stringente e doloroso come un cilicio, che a quanto ho capito si ispira primariamente a Flaubert e alla Scuola di Chicago. Io non sono un teorico e discutere di critica letteraria e ideologia narrativa mi interessa solo fino a un certo punto. Mi limito a rilevare questo: il loro metodo di concepire le storie funziona.

Immaginate dei Grammar Nazi che conducano i loro Panzer fuori dalla grammatica per invadere la sintassi, la struttura narrativa e qualsiasi altra cosa sulla pagina. Ecco, ora state cominciando a farvi un’idea su questi qui. I loro giudizi non fanno prigionieri nemmeno tra le realtà editoriali piccole o in difficoltà, sono dannatamente pignoli, dannatamente motivati e hanno una preparazione teorico/tecnica adamantina.

Io che sono un disordinato cronico, uno smemorato patologico e un profondo empatico, in passato ho avuto moti di raccapriccio leggendo le crudeli recensioni che bastonavano errori e scelte che avrei potuto fare io stesso.

“Se mai pubblicassero il libro che ho scritto e in cui ho versato tutto me stesso, e Gamberetta lo distruggesse in questo modo, riuscirei mai a riprendermi dallo shock? Riuscirei a ritrovare qualche brandello di autostima?”

Questa domanda a me pare legittima. La risposta di parecchi esordienti che conosco è quella di partire in opposizione di principio, mettendo le mani avanti a identificare questo ambiente come “il nemico”, nella paura/speranza di essere un giorno nel loro mirino (perché vorrebbe dire che hanno pubblicato per davvero). Io ho deciso di tentare una strada diversa.

A breve parteciperò al corso di scrittura creativa del Duca, e sentirò cos’hanno da dire di costruttivo gli esponenti di questa scuola di pensiero. Vorrei che fosse chiaro che non si tratta di una scelta di campo. Non mi farei alcun problema a dirlo, se così fosse. Semplicemente questa esperienza potrebbe insegnarmi moltissimo, così come il recente seminario di Raul Montanari, e prima ancora le lezioni di sceneggiatura con Adriano Barone (tappe principali della mia formazione di narratore nell’ultimo anno).

A volte capita che a poterci insegnare qualcosa siano persone di cui non condividiamo i metodi, o che non hanno alcun punto di contatto con noi. È mia ferma convinzione che in questi casi la cosa migliore sia mettere da parte ego e preconcetti, aprire la mente con umiltà e rimandare qualunque giudizio personale a dopo l’esperienza. Certo, si prevedono dolori; ma se c’è una cosa che il forum de LaTelaNera insegna ai suoi utenti è questa: le cinghiate sui denti non devono spaventare uno scrittore esordiente, ma fargli venire l’acquolina in bocca.

Sprono chiunque abbia intrapreso questo difficile percorso ad abbracciare una metafora piratesca che ho coniato l’anno scorso (e di cui vado molto orgoglioso): ricevere un complimento è un doblone, ricevere una critica è la mappa di un tesoro. Una mappa non riempie la pancia e prelude a un viaggio duro, ma in potenza vale infinitamente più di una moneta. Il parere altrui è sempre preziosissimo, qualunque sia. Sta poi a chi riceve la critica scegliere se intraprendere l’impresa oppure no, perché uno scrittore è come un pirata: è libero di fare quel che vuole e fa quel che vuole perché è libero.

E con questo, auguro a tutti un buon 2014 e saluto gli amici, i colleghi esordienti e tutti gli onorati visitatori e ospiti del blog. Passate a dare un’occhiata alla sezione Racconti ad Alta voce, se vi capita diffondete la notizia: il progetto ha bisogno di buone penne per decollare!

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Natale è ormai alle porte. Presto arriveranno le cene in famiglia e si rivedranno zii, nonni, figli (?) cugini, nipoti e parenti acquisiti. E, come sempre, molti di noi si ridurranno all’ultimo momento per procurarsi gli ultimi regali.
Prima o dopo, la disperazione vi farà venire in mente la “possibilità-libro”. Certo, un libro è sempre un bel regalo a Natale: ce ne sono di tutti i tipi, sono poco ingombranti, costano meno di altri regali possibili e, cosa da non sottovalutare, potete comprare in un solo negozio il regalo per TUTTE le persone che ancora dovete coprire. Ecco fatto, siete davanti alla vostra libreria rutilante di addobbi e allestimenti luccicanti. Ma quale libro scegliere?
Pensate alla persona a cui regalerete il libro. Avete varie possibilità:
1) Il libro che quella persona desiderava.
2) Un libro di cui avete parlato con quella persona, e che aveva solleticato la sua curiosità.
3) Un libro che potrebbe piacerle o di cui avrebbe bisogno.
Se tra gli scaffali vedete uno dei casi 1 e 2, allora probabilmente è la scelta migliore. Ma molto spesso ci troviamo invece a guardare gli scaffali con quel grande e vaghissimo “3” dipinto sul volto, seguito da un punto interrogativo grande come una pala da neve. Ma, a questo punto, ci sono alcune cose da considerare prima di gettarsi in un acquisto alla cieca:
1) I libri pubblicati sotto Natale sono quelli a più alto rischio cazzate. Perché? Perché a Natale tutti comprano dei libri, anche gli analfabeti e le scamorze affumicate. Libri ad alto contenuto di idiozia che farebbero storcere il naso a qualunque persona con un normale livello di intelligenza, a Natale intasano gli scaffali come le influenze stagionali intasano le gole. Siate consapevoli che a Natale le case editrici cessano di rivolgersi a un pubblico di QI sopra a 100 per rivolgersi invece a chiunque abbia 12 euro nel portafogli.
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2) Le campagne pubblicitarie soprattutto a Natale puntano a vendere i libri più commerciali. Quali libri saranno oggetto degli allestimenti più massicci, dei cartelloni più brillanti e dei posizionamenti più visibili sotto Natale? Uno potrebbe pensare che siano i migliori libri fra le novità; beh, non è affatto così. Chi ama i libri li compra per tutto l’anno; chi li compra a Natale non li compra per leggerli, ma per regalarli. Fate bene attenzione a non assecondare la pubblicità natalizia. Vi verranno proposti libri dozzinali, banali, che hanno poco da offrire a parte una copertina ammiccante e strilli altisonanti sul numero di copie vendute (solitamente falso). Meglio prendere in mano i libri di cui sono presenti un numero inferiore di copie: è improbabile che appartengono alla schiera dei drogati natalizi.
3) Fabio Volo non è il più grande scrittore d’Italia. L’editoria italiana sta attraversando un periodo di crisi mostruosa. Un tempo i grandi editori dicevano: “Con gli introiti dei libri commerciali venduti dalla mia casa editrice, finanzio progetti di qualità”. Oggi invece dicono: “ Già vendono poco i libri commerciali. I progetti di qualità li sacrifichiamo, e magari qualcuno di quelli commerciali lo travestiamo da libro d’autore.” Significa che abbiamo superato il punto di non ritorno, che per la letteratura italiana non c’è più scampo? Non ancora, per fortuna. Ma ora tutto è più markettizzato. Libretti come “La strada verso casa” vi verranno proposti come colti, libracci come “ La verità sul caso Harry Quebert” vi verranno spacciati per capolavori. In generale, si avrà un alto grado di falsità pubblicitaria.


Va bene, ma allora come si sceglie?
Tenete a mente la persona a cui fate il regalo; Per quanto ovvia, questa è la prima raccomandazione. Quando fate la vostra scelta cercate di badare il meno possibile a tutto quello che vi distrae dal libro in sé. In generale, sarebbe salutare diffidare di tutto ciò che in questo periodo di recessione vi suona troppo entusiasta:
Approcciatevi ai libri come fareste con dei potenziali partner in un sito di incontri online. 
La rivelazione dell’anno (Giornale importante)
Mi ha fatto battere il cuore (Scrittore famoso) 
Il libro che cambierà le regole dell’editoria (Noto giornalista culturale).
Questi sono strilli pubblicitari che si possono leggere dietro qualunque libro drogato, e in particolar modo su quelli natalizi. Se fossimo su un sito di incontri, sarebbero il corrispettivo delle seguenti frasi di profilo:
Diciottenne vogliosa cerca cinquantenne con la pancetta.

Mezza giapponese, mezza brasiliana, tutta insaziabile. 

Sono una modella di intimo e cerco l’amore. Non voglio un uomo bello o ricco, mi basta che sia dolce.

Le probabilità che la realtà assomigli all’immagine qui sopra sono pericolosamente alte. Per evitare brutte sorprese, meglio passare oltre. Toh: Sono Luisa e studio Lettere, cerco nuove amicizie. Finalmente qualcuno che probabilmente è ciò che dice di essere. Vediamo che succede a scriverle un messaggio; si parte da un’amicizia ma da cosa nasce cosa no? Esattamente la stessa cosa vale coi libri.

Qualche idea pratica per regalare un libro un po’ diverso?

Personalmente non amo la poesia e salvo casi eccezionali non regalerei un saggio per Natale; d’altra parte, c’è un vasto sottobosco di splendide opere narrative italiane che aspettano solo di avere una possibilità. Intanto, non giudicate o disdegnate un libro solo perché appartiene a un genere letterario o viene da una casa editrice piccola o sconosciuta. Ma soprattutto ricordatevi che non ci sono solo i romanzi: aprite la mente a generi di acquisto che solitamente non considerereste. Fatevi consigliare dal libraio di fiducia qualche buon libro di storie brevi: in Italia  i racconti sono snobbati maledettamente senza ragione. Oppure date un’occhiata al reparto Graphic novel e prendete tra le mani le opere di tre differenti autori italiani a vostra scelta. Se potete, date una possibilità anche a quegli autori che non occupano uno scaffale da soli. 
Probabilmente scoprirete cose che non sognavate neppure. 
Siamo ai saluti! Vista la sfortuna che mi affligge in queste settimane, cedo la parola a uno dei film natalizi che hanno segnato la mia infanzia, Mamma ho perso l’aereo!
Visto il tono dell’augurio, lo dedico in modo speciale a Luke, Gatto e Furlanaccio.

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Il mese di novembre si è chiuso solo da alcuni giorni, ma sono sicuro che sarà difficile da dimenticare per 6 motivi:

1) I miei meravigliosi baffi. It’s Movember, guys!

2) Il mio romanzo. Dopo mesi e mesi di approfondite ricerche storiche, finalmente il 5 novembre 2013 mi sono costretto davanti al PC e ho iniziato a scrivere la mia storia. Il progetto internazionale del NaNo writing month mi ha aiutato a restare concentrato. Nell’arco di 30 giorni ho scritto le prime 90 pagine. Forse avrebbero potuto essere di più, ma sono molto soddisfatto di come sono uscite. Spero di riuscire a produrre le altre 210 entro la metà di febbraio, come pianificato. Nuovi aggiornamenti seguiranno, per chi volesse seguire gli sviluppi della mia avventura nel medioevo lombardo. ^_^

3) Finalmente ho affronto le lussazioni frequenti alla spalla destra e ho prenotato un’operazione risolutiva. Per questo problema avevo dovuto interrompere la pratica delle arti marziali, quindi la questione mi sta particolarmente a cuore. E tuttavia, significa che dal giorno dell’operazione, Venerdì 13 dicembre (BRRR…), fino a metà gennaio avrò un braccio praticamente inservibile. Non potrò guidare, non potrò trasportare pesi, dovrò fare solo il movimento indispensabile e avrò difficoltà a digitare sulla tastiera. Il romanzo? Ho approntato un programma di dettatura digitale che supplirà alla mia mancanza convertendo la mia voce in parole scritte. Non sarà la stessa cosa, ma meglio di niente!

4) Ho letto ad alta voce Capolinea, il racconto urban fantasy pubblicato nella raccolta Dieci passi nell’aldilà (Liberodiscrivere). Gli amici del canale web Twentyz radio mi hanno messo a disposizione la loro abilità e i loro strumenti di incisione, letteralmente, per dare voce a quello che finora è stato il mio racconto di punta. Ci abbiamo messo un pomeriggio intero ma è stato divertentissimo! Non so quanto ci vorrà perché l’audiolibro sia pronto, pubblicherò le novità. Ne abbiamo anche approfittato per discutere i dettagli del nostro progetto Racconti ad alta voce.

5) Mia mamma ha partecipato alla trasmissione Sconosciuti su RAI 3 per parlare delle dolorose esperienze passate dalla nostra famiglia. Chi mi conosce sa (o immagina) cosa abbiano significato quegli anni per me e i miei fratelli; io amo più di ogni altra cosa la serenità, per questo ho scelto di  non partecipare a quella trasmissione, anche se poteva essere un’occasione per farmi pubblicità. Avrei fatto volentieri a meno di mettere a repentaglio gli instabili equilibri su cui si regge la mia famiglia; d’altra parte sono il primo a riconoscere l’importanza della parola e della denuncia. Se quella trasmissione ha fatto stare meglio mia madre e mio fratello (che ha voluto partecipare a sua volta), sono solo contento per loro. Ciascuno si confronta con il passato nel modo e nel momento che preferisce. Io conosco il mio approccio alla questione, quello degli altri non lo giudico. Lascio le considerazioni a chi vuole farle.

6) Infine, per chiudere con una buona notizia, novembre mi ha portato una vera e propria valanga di conferme e successi letterari!

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  • Tutto è cominciato con il concorso Chrysalide, organizzato nientemeno che da Mondadori. Su oltre 700 partecipanti divisi in cinque sezioni, sono risultato uno dei 5 finalisti grazie al racconto di fantascienza Succo d’Insetto, ambientato in una Vicenza sotterranea all’alba della fine del mondo. A inizio novembre ero a Lucca alla proclamazione dei vincitori. La dea bendata non mi ha sorriso più di così, ma ho fatto conoscenze interessanti e posso comunque fregiarmi dell’ottimo piazzamento.
  • Due settimane dopo Lucca, ecco i risultati di un altro agguerritissimo concorso a cui avevo partecipato mesi fa: indetto da Nero Press Edizioni, trattavasi del Premio Polidori per la letteratura horror. Il mio racconto Il bello della diretta, che mescolava ipnosi e zombie nel calderone di una Milano impazzita, si è aggiudicato una medaglia d’argento!
  • Nel frattempo, al corso di scrittura creativa che da ormai un anno frequento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, avevano richiesto la parte iniziale di un romanzo da esaminare e commentare in classe. Non potevo che sottoporre l’inizio del romanzo che stavo stendendo. Grandissima la tensione: prima di me, l’insegnante (il famoso Raul Montanari) aveva già abbattuto parole a mannaia sugli incipit dei miei compagni di corso, senza risparmiare nemmeno quelli più bravi. Lietissima sorpresa sentirgli dire “Eccellente l’ambientazione, vale il biglietto” e “la scrittura è ordinata ed elegante, pressoché impeccabile”. Pur non essendo d’accordo sul secondo punto – del resto è una prima stesura, ancora da rivedere sul piano stilistico – è stata una fantastica conferma. 
  • Ultimo in ordine cronologico ma primo per risultato, nella gara Matrix Anthology organizzata dal grande Diego Di Dio per conto di Homo Scrivens è stato vincitore assoluto il mio racconto Prologual Rhapsodix. Il tema della gara? Storie brevissime basate sulla trilogia dei film di Matrix. Per me, tutto era cominciato con questo pensiero: “Che cacchio potrei mai aggiungere all’universo di Matrix, che è un concentrato di ogni figata mai concepita dall’uomo?” E in effetti pensateci: dalla filosofia alle armi da fuoco, dalle leggende sul sovrannaturale al cyberpunk, e poi amore, libero arbitrio, arti marziali, teorie complottiste, inseguimenti in auto, superpoteri, una realtà fittizia da cui risvegliarsi e chi più ne ha più ne metta. C’è praticamente tutto. Intanto andava la playlist del cazzeggio, e la riproduzione casuale decideva che dovevo ascoltare Bohemian Rhapsody dei Queen. Cliccate sul link e ascoltate le prime quattro frasi:


Is this the real life?
Is this just fantasy?

Caught in a landslide,
No escape from reality.
Dai, non avreste pensato anche voi che sembrasse fatto apposta per Matrix? Io ho pensato: “Puttana Eva, ecco cosa manca a Matrix: i Queen!” Quindi mi sono messo a riscrivere B. R. in chiave matrixosa, intervallando righe dal testo della canzone con brani scritti da me, in modo che il tempo di lettura dei brani fosse più o meno lo stesso della parte di canzone che sovrascrivevano. Poteva uscire una boiata colossale, ma pare che anche questa volta la fortuna sia stata dalla mia parte! Hurrah!!!
Cosa porterà questo dicembre? La mia prima operazione chirurgica, la mia prima anestesia totale, un Natale in famiglia più teso del solito, un romanzo da portare avanti e un lavoro milanese da trovare. Il resto, lo sa il cielo. 
Mi sa tanto che la pacchia è bell’e finita. E non ho nemmeno più i miei bellissimi baffi.
Stupido dicembre. 
Ma non è il momento di farsi prendere dal magone. Facciamo un respiro profondo, teniamo uno sguardo critico su noi stessi e concentriamoci solo sui problemi che possiamo risolvere. Non esiste ostacolo più duro del cranio di una persona determinata. E io sono già svampito e ho la memoria di una bistecca di alpaca: non ho alcun motivo per andarci leggero con le testate. 
Un grande saluto agli amici e i famigliari che hanno fatto il tifo per me in questo periodo di grande attività e scarsa presenza sociale. Non ce l’avrei fatta senza di voi. 
Alla prossima!